BEN RITROVATO CARNEVALE!

Si è chiusa l’edizione 2023 del Cento carnevale d’Europa, che si può definire senza ombra di dubbio un successo. Vincono i Toponi quasi tutto (salvo poi un riconteggio ha riassegnato il premio soggetto ai Fantasti100), sfatando addirittura il maleficio “Radio Bruno”; ma soprattutto vince Cento, che ritrova finalmente la via per rendere questa manifestazione solida e vitale. Per questo ci sentiamo di fare alcune considerazioni su cosa abbia funzionato (la maggior parte delle cose) e su cosa si deve ancora lavorare.

UN SUCCESSO DI PUBBLICO

La terza e quinta domenica hanno visto migliaia di persone da tutta Italia riversarsi nella piazza, segno che la manifestazione è ancora di grande interesse. La combinazione di spettacolo tra carri e palco funziona ancora egregiamente, dando l’impressione di non trovarsi di fronte a un piccolo paese di provincia, ma a una città vera e propria. Finalmente si sono moltiplicate le attività collaterali anche per il sabato, fornendo così al turista un motivo per soggiornare anche nei giorni antecedenti alla manifestazione. In attesa della riapertura dei musei, riteniamo che la strada intrapresa sia quella giusta, anche se non guasterebbe magari ricreare il punto accoglienza per i camperisti, che in passato è stato un bellissimo biglietto da visita.

TOPONI ANCORA CAMPIONI

Terza vittoria consecutiva per la storica società, che a dispetto dei borbottii ha meritato il suo bel risultato. Ma come sono riusciti ad arrivare a tanto? Crediamo sia giunto il momento per alcune associazioni di fare il punto della situazione. Se Fantasti 100 sono ormai gli unici veri competitor con due premi portati a casa, i Ragazzi del Guercino perdono pezzi per strada e le due rimanenti da troppi anni si combattono il quarto e quinto posto. Se è vero che esiste un problema generalizzato sulla mancanza di volontari della cartapesta, non ci si può arrendere.

Le coreografie (bellissime) che vedono la partecipazione di numerose persone, sono la prova che c’è voglia di partecipare, anche da parte di giovani e giovanissimi; bisogna invogliare questo popolo a dedicarsi anche durante l’anno alla realizzazione del carro, insegnare l’arte, coltivare il futuro, perché che ci si creda o no anche i Toponi possono essere sconfitti. Forse è ora di prendere anche in esame l’eccessiva aggressività che alcuni membri mettono in campo nel partecipare alla competizione, che può essere da deterrente per possibili nuovi carristi. Ne riparleremo prossimamente, ma comunque va riconosciuto il merito a tutte e cinque di esser riuscite a portare fuori il carro, nonostante le difficoltà e meno tempo a disposizione (l’edizione precedente si è conclusa in estate).

 

TURISTI CENTESI

Se il carnevale è da sempre motivo di discussione tra i cittadini, a causa degli ovvi disagi che crea agli abitanti del centro storico, bisogna tornare a parteciparvi con uno spirito diverso. Il carnevale è una festa realizzata da Centesi, che lavorano 12 mesi all’anno per creare uno spettacolo visivo impressionante. Già da solo questo dovrebbe essere motivo di orgoglio, ma in più se vi si partecipa, da carrista o semplice spettatore, non è difficile essere rapiti dall’entusiasmo, la musica, la danza e la “baracca” che si genera in via Guercino. Poi ognuno ha i suoi gusti, ma il carnevale rimane un buon motivo per abbandonare il divano con Netflix e tornare a vivere la piazza. Si dice che non sia un carnevale per bambini, ma possiamo affermare il contrario, per testimonianza diretta: la figlia di chi vi scrive dell’età di ben 1 anno e mezzo, si è divertita da matti, complice l’affetto delle società carnevalesche che sanno divertire anche i più piccoli. Basterebbe forse solo sconsigliare di girare col passeggino proprio in piazza mentre passa il carro.

É NATA UNA STELLA

I figli delle stelle, figuranti che aprivano le danze ogni domenica, sono stati non solo un successo, ma la prova che il carnevale può aspirare ad evolversi dalla formula classica. L’introduzione di un gruppo mascherato a piedi può essere la chiave di volta sia per creare nuove associazioni, che magari un giorno possano creare a loro volta un carro (anche di seconda categoria). Può essere anche il modo per coinvolgere la cittadinanza, senza la frenesia da competizione che caratterizza i carristi. Si parla da tempo anche del coinvolgimento dei carnevali minori limitrofi (Pieve di Cento sta sfornando carri davvero degni di nota), comunque sia se Pandemia e Terremoto hanno tolto tanto alla manifestazione, ora è giunto il momento di aggiungere quello che è a portata di mano.

UN FILM GIA’ VISTO

Ogni anno, le polemiche delle associazioni carnevalesche sono ormai un rito, ma abbiamo l’impressione che si peggiori di edizione in edizione. Ora, comprendiamo la passione e l’impegno che i volontari mettono e che portano ad andare sopra le righe, ma davvero sta venendo sempre meno il rispetto. Intollerabile sentir parlare di mafia, incompetenza, corruzione, come se fossero robe da niente. Bisogna ricominciare a darsi una regolata a 360 gradi da parte di TUTTE le associazioni, con regolamenti più severi sull’aspetto del comportamento, arrivando anche alla squalifica se dovessero ricapitare le sceneggiate vergognose viste sul palco.

L’ELEFANTE NELLA STANZA

La sicurezza. Tutti facciamo finta che sia normale che qualche carro possa anche perdere qualche pezzo per strada, ma non è così. Non ci si può nemmeno affidare al buon Tasi che suggerisce al Guercino di cercarsi un buon saldatore; bisogna migliorare e anche in fretta questo aspetto, che in altri carnevali d’Italia è stato pure fatale. La fortuna e il grande lavoro della protezione civile ha evitato il peggio. Ma è il secondo anno consecutivo che un mascherone centrale di una società si smonta vistosamente in piazza, rischiando di ferire qualcuno e creando un danno di immagine a tutta la manifestazione. Tutte le società rischiano grosso e pur consapevoli che sia impossibile eliminare completamente i rischi, non ci si può comunque voltare dall’altra parte e perlomeno sanzionare in qualche modo le società che non hanno lavorato a regola d’arte, con materiali non adeguati.

CHE SE NE PARLI

Abbiamo molto apprezzato il convegno realizzato da Ascom sull’impatto economico delle grandi manifestazioni, che non solo ha regalato spunti interessanti, ma ha obbligato tutti i soggetti coinvolti a ragionare in maniera differente. Non trattare la manifestazione come un evento singolo di semplice folklore, ma un vero e proprio punto fermo dell’economia cittadina. Questo ci costringe a trattare il carnevale in ottica quasi “aziendale”, cercando un utile tangibile; infatti alla conferenza è stato sottolineato che “dagli studi di prestigiose società, come la Ixè, il format del Carnevale di Cento è ancora assolutamente vincente a distanza di oltre 30 anni. La kermesse è un potente catalizzatore ed un moltiplicatore senza pari, fino a quindici volte, dell’investimento pubblico iniziale. Tant’è che oggi l’indotto consolidato è intorno ai 5,5 milioni riversati sul territorio“. Che se ne parli bene o se ne parli male, l’importante è che si parli dell’aspetto economico del Carnevale, che non è solo un evento cittadino, ma una delle poche risorse rimaste al comune per generare economia sul territorio. La discussione non è se fare o meno il carnevale, ma come farlo bene e sfruttare fino al midollo tutto il suo potenziale; ci associamo alle parole di Marco Amelio: “Dopo il primo seminario a Comacchio, lo scorso dicembre, ora ci spostiamo a Cento; per affrontare il tema dell’impatto economico dei grandi eventi – come lo storico Carnevale. Un lavoro che proseguiremo poi su Ferrara la cui forte connotazione artistica e culturale è ben nota. Luoghi diversi ma accomunati in un’unica strategia: come Associazione abbiamo un unico intento di programmare in condivisione sul territorio iniziative che vengano messe in rete. Nella nostra strategia siamo persuasi che proprio i grandi eventi – culturali, musicali, sportivi…. – e nel caso specifico il Carnevale di Cento – possano essere il potente volano – per dare respiro ad un’economia che ha necessità di ripartire“.

CONCLUSIONI

Il vero vincitore rimane il patron con suo figlio Riccardo, che assieme al comune possono festeggiare un grande successo di pubblico, nonostante le malelingue. L’evento si è svolto senza particolari disagi per nessuno e tutto si è svolto come una macchina ben oliata. L’amministrazione e la Fondazione Teatro Borgatti, hanno lavorato egregiamente (anche se pesa il neo del conteggio sbagliato sulle schede del soggetto), creando la giusta sinergia che ha permesso al “partner tecnico” di portare in piazza uno spettacolo davvero di alto livello. Certo, il regolamento va celermente rivisto, perchè anche a fronte di quello che è avvenuto in piazza tra insulti e mascheroni che si sfaldano, certe tematiche non sono più rimandabili. La direzione artistica ha saputo finalmente stare al passo coi tempi, richiamando artisti adatti a un pubblico di fascia più giovane, che infatti ha risposto che tante presenze. Perfino i fuochi e il testamento di Tasi hanno recuperato il loro fascino indelebile, chiudendo questa edizione e lasciando un bellissimo sorriso su tutti noi. Ora però cediamo alla tristezza che fino all’anno prossimo non ci sarà più quello spettacolo così emozionante. Abbiamo ritrovato il nostro carnevale, quello che ci rende orgogliosi nel mondo e che finisce perfino nei francobolli; ne abbiamo ritrovato il vero potenziale e ce lo siamo goduti, consapevoli di tutto quello che ancora ci sarà da fare per dargli un futuro roseo, ma anche che se ricominciamo a viverlo, potrebbe essere carnevale tutto l’anno.

Ringraziamo anche la Justomezzo che segue la comunicazione del Cento carnevale d’Europa per questa foto e tante altre che vedete circolare in giro, spesso impropriamente

Grazie a tutte le persone che hanno lavorato a questa edizione, siamo orgogliosi di voi!