COME SONO ANDATE LE ELEZIONI DELLE CONSULTE CIVICHE?

Come sapete Obiettivo 100, ha seguito con molta attenzione le elezioni delle consulte civiche, cercando con più di un approfondimento di invitare i cittadini ad informarsi e partecipare a quest’organo cittadino, spesso oggetto di contese. Oggi cerchiamo di analizzare come sono andate le votazioni, ragionando su come stia evolvendo il sentimento civico nella nostra popolazione.

L’AFFLUENZA

Che la gente non abbia più voglia di votare è un dato di fatto, che si tratti di elezioni nazionali, locali, referendum o altro; la crisi della politica è un male dilagante che si sviluppa nel profondo, allontanando sempre più il cittadino dalla partecipazione attiva alla cosa pubblica. Non sorprende dunque il dato del 10% circa di affluenza (già prevedibile dalle poche candidature pervenute nelle frazioni), che seppur deludente è in linea con le aspettative. Tra le ragioni di questo dato, possiamo aggiungere diverse cose: il continuo cambio di regolamento delle consulte, un’elezione mai strutturata nella scadenza, continue diatribe all’interno e in generale la non comprensione dell’utilità effettiva del organo stesso. C’è chi sostiene che dovrebbero avere un portafoglio da utilizzare nella propria frazione, ma basta informarsi per sapere che la legge Bassanini non permette agli organi civici istituiti da un’amministrazione comunale di avere potere di spesa. Cosa si può fare quindi? Ne parliamo in fondo all’articolo.

NON MI FERMERO’

Il capoluogo di Cento-Penzale, è stato il più partecipato, sia a livello di candidature che di votanti, come se fosse stata l’elezione di consiglio comunale 2.0; ogni partito o lista civica ha cercato di inserire persone apparentemente “civiche”, ma con provenienza abbastanza palese. A far da padrone è stata la lista ATTIVA, che vede Chiara Pelizzola far man bassa di preferenze con ben 135 voti (numeri da elezioni comunali), seguita da Luca Leprotti con 98 voti e al terzo posto il presidente uscente Giacomo Balboni con 67 voti. Non entrano nonostante la grande attività social (soprattutto di stampo polemico), Donatella Malaguti con 36 voti e soprattutto Marco Mattarelli che racimola appena 29 voti; anche se Marco, non ci pensa minimamente a mollare, al grido di “non mi fermerò”, sembra proprio che si sia giunti al tramonto di una certa politica, ripiegata su se stessa, nei modi e nelle battaglie. I toni polemici non sfondano, anche perchè convincere gli elettori che siamo un paese “Fallito”, non lascia la speranza di un cambiamento, dunque nemmeno la voglia di recarsi al seggio. Discorso differente nei giovani, che invece sembrano riuscire ad accendere la luce su questo territorio, non solo portando nuove energie, ma prendendo voti e ruoli, entra infatti anche Francesco Esposito Pio, che appena maggiorenne ottiene 40 voti. A non fermarsi in realtà sembra essere l’onda di una nuova generazione di politici che un passo alla volta ricambia finalmente la politica locale.

IL VALORE DELLE PROLOCO DI FRAZIONE

Renazzo e XII Morelli, vedono entrare nelle rispettive consulte presidenti e vice delle proloco locali, segno che il loro ruolo nella vita della comunità sta diventando sempre più fondamentale. Laura Vancini e Michela Gallerani a Renazzo, Malaguti Matteo e Guaraldi Gloria a Tiramolla, sono persone che da anni si spendono per il territorio, organizzando eventi e mantenendo attive le realtà locali, premiando dunque il valore umano più che l’appartenenza politica. Ciò nonostante qualche personaggio vicino ai partiti è riuscito a farsi largo, come ad esempio lo storico Fausto Curati o la giovane Klaudia Maria Bretta (rieletta) a Renazzo, Govoni Manuel e Carpeggiani Luigi a XII morelli.

I TERRITORI DI CONFINE

Il dato forse più eclatante in negativo, sono i pochi votanti delle frazioni come Alberone, Bevilacqua, Buonacompra e Corporeno, luoghi dove sembra che la partecipazione sia davvero in caduta libera. Se normalmente i candidati più votati al consiglio comunale provengono proprio da questi territori (la maggior parte dei consiglieri non provengono dal centro infatti), a questo giro di consultazioni sembra esserci stato una sorta di boicottaggio, sia di candidati che di votanti. Avendo chiesto ai residenti, già prima del 12 Novembre, un parere a riguardo, possiamo mettere in cima ai motivi di questo calo la più brutta delle motivazioni: il disinteresse. Di esporsi, di “sbattersi”, di ascoltare, di confrontarsi ed infine lottare per migliorare il territorio, le persone ne hanno poca voglia, men che meno nei territori di confine dove risorse e risultati sono sempre latitanti. Molte frazioni poi si sono trovate in mezzo a diatribe “politiche”, altre hanno visto le amministrazioni voltarsi dall’altra parte di fronte ai problemi; insomma il motto “le frazioni sono dimenticate” ha fatto breccia e sembrano essere state dimenticate anche da chi le abita.

EPPUR SI MUOVE

Nonostante la poca partecipazione, le consulte sono riuscite ad avere i loro rappresentanti, tra alcuni grandi ritorni (Qualcuno ha detto Gunner Maccaferri a Corporeno?), riconferme ( Alba Balboni a Buonacompra ad esempio) e qualche new entry. Da parte dell’amministrazione c’è soddisfazione per essere riusciti nell’impresa, come dichiara Vanina Picariello: “Un dato è importante sottolineare, l’entusiasmo della campagna elettorale è ancora vivo, vuole dire che chi si è speso per il proprio candidato, ha scelto di mettersi al servizio della comunità con senso civico”. Anche il segretario del Pd Franceschelli sembra soddisfatto “Il risultato delle consulte vede una partecipazione importante e non scontata: bisogna ringraziare ogni cittadino che è andato a votare per il rinnovo degli organi consultivi di Cento e frazioni. Nello stesso tempo è responsabilità di tutti, come amministratori e cittadini attivi, stimolare il più possibile la voglia di partecipare, in un momento storico in cui il calo dell’affluenza si registra a ogni livello”. Meno entusiasta Guaraldi di Fdi, che segnala il dato della scarsa affluenza (anche se può festeggiare la riconferma di Vittorio Lodi a Casumaro). Ma ciò che accomuna davvero tutti è la gioia di vedere tanti giovani essersi candidati e spesi per questo territorio, da destra a sinistra, come se finalmente qualche cosa si stesse smuovendo nella coscienza collettiva, forse un seme da coltivare, con l’impegno di tutti.

CONCLUSIONI

Le consulte da tempo vivono una crisi profonda, divenute troppo spesso più un Urp locale, che un organo partecipativo con uno scopo di vero e proprio confronto tra i territori e le amministrazioni. Ma niente è irrecuperabile, anzi vista la campagna mediatica fatta dalla Vicesindaco Picariello e in generale dall’amministrazione Accorsi, sembra esserci aria di consolidamento. Il centrosinistra è riuscito a far eleggere tanti “amici”, in primis Attiva, proprio nel capoluogo; se le consulte verranno utilizzate seriamente sia dal governo della città, sia dai cittadini stessi (evitate dunque di usarle per lamentarvi della buca di fronte a casa), magari con il supporto delle proloco, una sinergia nuova è possibile. In fondo se frazioni come Renazzo vogliono diventare comuni, le consulte possono diventare il proprio consiglio comunale.

Ps. Vi invitiamo a recuperare la nostra intervista a Paolo Gilli, rieletto in consulta a Bevilacqua, che spiega bene il ruolo del consultore civico.