“La Lega a Cento è morta nel 2021”: Orgoglio Centese rivendica la propria scelta

“La Lega a Cento è morta nel 2021”.

È una frase netta, senza giri di parole, quella con cui Elisabetta Giberti, oggi capogruppo di Orgoglio Centese, commenta l’uscita di Luca Cardi e Alex Melloni dalla Lega Salvini Premier e l’adesione al progetto Futuro Nazionale.

Per comprendere il senso di questa dichiarazione bisogna tornare indietro di qualche anno. Nel 2021, dopo un lungo periodo di tensioni interne, Giberti – allora segretario di sezione – uscì dalla Lega insieme a buona parte del gruppo storico locale. Con lei anche Marco Pettazzoni, oggi in Fratelli d’Italia. Da quella frattura nacque Orgoglio Centese, lista civica che raccolse espulsi e scontenti, rivendicando autonomia dalle dinamiche provinciali e regionali del partito.

“Da ex segretario che per dieci anni ha fatto crescere il gruppo più grande della storia della Lega di Cento – afferma Giberti – so bene che la Lega ha smesso di esistere nel 2021 con la fuoriuscita di tutto il gruppo, tranne pochi soggetti. Orgoglio Centese è nato proprio perché non ci siamo piegati alle imposizioni di logiche di partito che non ascoltavano i territori”.

L’uscita di Melloni dal gruppo consiliare leghista, con il conseguente venir meno del simbolo in Consiglio comunale, viene letta dalla lista civica come la naturale conseguenza di un processo iniziato anni fa. E non manca un riferimento polemico: le motivazioni addotte oggi da Melloni e Cardi – mancanza di confronto, decisioni calate dall’alto, distanza dalle esigenze locali – sono le stesse che Orgoglio Centese aveva denunciato nel 2021, quando però, ricorda Giberti, “fummo duramente attaccati, anche dallo stesso Melloni”.

Nel comunicato si allarga poi lo sguardo al panorama nazionale, dove stanno nascendo nuovi soggetti politici con l’obiettivo dichiarato di recuperare valori e radici che una parte dell’elettorato non riconosce più nella Lega attuale. Un riferimento implicito sia al progetto di Vannacci sia al Patto per il Nord, in un contesto di frammentazione che riguarda tutto il centrodestra.

Per Orgoglio Centese, però, la questione resta soprattutto locale. La fine della Lega a Cento viene descritta come “l’epilogo naturale di chi fa del partito la propria casa, anziché quella di tutti”. Una critica che richiama il tema, già più volte sollevato dalla lista civica, del rapporto tra territorio e segreterie provinciali, tra autonomia locale e decisioni prese altrove.

Non manca, infine, una chiusura dal tono meno polemico e più formale: “Consapevoli di come ci si senta quando i valori e il rispetto del territorio vengono traditi da altre logiche, auguriamo comunque buon lavoro al consigliere Melloni”, anche se – ammettono – resta la sensazione di poter dire oggi un inevitabile “ve lo avevamo detto”.

La partita politica, però, non si chiude qui. Se la Lega a Cento si è progressivamente svuotata, come sostiene Orgoglio Centese, resta da capire chi raccoglierà quell’area elettorale e con quali equilibri in vista del 2027. Di certo, le scosse interne al centrodestra non sembrano ancora essersi esaurite.