Cento e Fermo unite dalle loro maschere storiche in una giornata di teatro e identità

C’è un momento in cui il Carnevale smette di essere solo sfilata, coriandoli e classifica. Diventa identità, racconto, memoria condivisa. Sabato 21 febbraio Cento vivrà uno di quei momenti.

Il Carnevale d’Europa ospita una delegazione di “Baraonda”, il Carnevale della Città di Fermo, per un incontro tra maschere che è prima di tutto un incontro tra territori. Da una parte Tasi, simbolo centese. Dall’altra Mengone Torcicolli, figura storica del Carnevale marchigiano, protagonista di una tradizione che affonda le radici nel Settecento.

Non è solo una visita istituzionale. È uno scambio tra due Carnevali riconosciuti come storici dal Ministero della Cultura. Ed è un modo intelligente per ricordare che il Carnevale non è una competizione isolata, ma una rete culturale diffusa in tutta Italia.

La giornata sarà divisa in due momenti. Alle 11 del mattino le maschere fermane animeranno Piazza Guercino e le vie del centro con interventi teatrali improvvisati. Teatro tra la gente, tra i passanti, nel cuore della città. Un modo diretto per entrare nel clima della festa e annunciare lo spettacolo del pomeriggio.

Alle 16 al Teatro Don Zucchini andrà in scena l’incontro ufficiale tra Tasi e Mengone Torcicolli, seguito dallo spettacolo “Re, Regine e Marionette, il Carnevale della Città di Fermo raccontato attraverso i suoi personaggi caratteristici”. Attori e marionette a filo racconteranno trecento anni di storia, dalla tradizione settecentesca fino alla riscoperta moderna della maschera di Mengone come “tipo” identitario del fermano.

Ci sarà l’eterna rivalità tra Carnevale e Quaresima, ci saranno Mengone e la giovane Lisetta, ci sarà quella miscela di ironia, satira e teatro popolare che rende le maschere qualcosa di più di un semplice costume.

A guidare la delegazione di Fermo saranno l’assessore alla Cultura Micol Lanzidei e il direttore artistico Marco Renzi, insieme ai personaggi storici del Carnevale fermano. Un segnale chiaro: non è una comparsa folcloristica, ma uno scambio strutturato tra due realtà che credono nel valore culturale della propria tradizione.

In un periodo in cui il dibattito sul Carnevale si concentra spesso sulle classifiche e sulle polemiche, questo appuntamento sposta l’attenzione su un altro piano: quello della continuità storica e del dialogo tra città.

Perché i Carnevali non sono solo eventi. Sono linguaggi. E quando due linguaggi si incontrano, qualcosa resta sempre.