Referendum sulla Giustizia: a Cento nascono i comitati del “No” e del “Sì”

Il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo entra nel vivo anche a Cento, dove si sono ufficialmente costituiti due comitati contrapposti: “Cento per il NO” e “Centesi per il SÌ”.

Al centro della consultazione c’è un tema tecnico ma decisivo: la separazione delle carriere tra magistrati requirenti (pubblici ministeri, che sostengono l’accusa) e magistrati giudicanti (che emettono la sentenza). Oggi fanno parte dello stesso ordine e possono passare da una funzione all’altra nel corso della carriera. Il referendum propone di modificare la Costituzione per rendere strutturalmente distinti i due percorsi.

Trattandosi di referendum costituzionale, non è previsto il quorum: l’esito sarà determinato solo da chi si recherà alle urne.

Il primo passo: “Cento per il No”

Il primo a muoversi, a livello cittadino, è stato il comitato “Cento per il NO”, che riunisce associazioni come Libera, ANPI e l’associazione Tararì Tararera, organizzazioni sindacali come CGIL e forze politiche quali Partito Democratico, AVS-Possibile e Attiva.

Il gruppo aderisce al comitato provinciale “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” di Ferrara e ha annunciato banchetti informativi a Cento e nelle frazioni, oltre a un primo incontro pubblico fissato per martedì 3 marzo alle ore 21 alla Sala Zarri.

Interverranno Sergio Merendino, esperto in diritto costituzionale del coordinamento di Libera Ferrara, e Stefania Pellegrini, professoressa ordinaria del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna, che illustreranno le ragioni del NO e i contenuti della riforma.

“Centesi per il Sì”

A seguire è nato il comitato “CENTESI PER IL SÌ”, promosso da un gruppo eterogeneo di professionisti e rappresentanti della società civile.

«Crediamo in una giustizia chiara e imparziale», dichiarano i promotori. «Il referendum propone di separare le carriere tra chi accusa e chi giudica, come già avviene in molti Paesi europei. Dire SÌ significa dare piena attuazione all’articolo 111 della Costituzione, che fonda il giusto processo sulla parità delle parti e sulla terzietà del giudice».

Secondo il comitato, accusare e giudicare sono funzioni strutturalmente diverse e la distinzione delle carriere rafforzerebbe l’imparzialità del sistema, ricostruendo la fiducia dei cittadini nella giustizia.

Per informazioni è attivo l’indirizzo: centesiperilsi@gmail.com.

Non solo referendum

Il confronto, nelle prossime settimane, sarà inevitabilmente acceso. Ma c’è anche un dato politico che non passa inosservato: la nascita di due comitati strutturati, capaci di aggregare associazioni, partiti e pezzi di società civile, sembra già il preambolo delle liste che potrebbero vedersi alle prossime elezioni comunali del 2027.

Il referendum diventa così non solo un passaggio istituzionale su un tema nazionale, ma anche un banco di prova locale, un’occasione per misurare alleanze, equilibri e capacità organizzativa.

A Cento la partita è appena iniziata. Il 22 e 23 marzo si voterà sulla giustizia. Ma, in controluce, qualcuno sta già guardando più lontano.

Centesi per il si