14 Feb San Valentino a Cento: la nostra lettera d’amore alla città
Oggi è San Valentino. Il giorno delle dichiarazioni d’amore, dei messaggi sentiti e delle promesse fatte con il cuore. Da Obiettivo 100 abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso: scrivere una vera lettera d’amore. Non a una persona, ma a un luogo. Perché ci sono amori che non hanno bisogno di una data sul calendario per essere ricordati, ma che proprio oggi meritano di essere messi nero su bianco. Questa è la nostra dichiarazione a Cento.
Amiamo Cento prima di tutto per la sua unicità. Una città di confine, ma non una terra di mezzo. Un corpo ferrarese, parte dell’Alto Ferrarese e suo principale motore, e un cuore che batte forte a Bologna con quel prefisso inequivocabile: 051. Un prefisso che sentiamo nostro fino in fondo, tanto che, se dipendesse da noi, staremmo volentieri sotto la provincia rosso-blu; una “S” marcata, un intercalare inconfondibile, quel “Sculason” che ricorda più un “Soccmel” che un “Maial”, ma in maniera unica, irripetibilmente centese. Una competizione continua con Ferrara, la città delle biciclette, mentre Cento si sente il motore diesel che spinge tutta la provincia, che lavora, che fa girare tutto.
Amiamo Cento per le sue bellezze, per l’architettura, per i portici che sono rifugio quando piove e passeggiata quando c’è il sole, per i palazzi storici e per quella piazza che non ha nulla da invidiare a nessuno. Una piazza che racconta chi siamo, con la statua del Guercino a ricordarci ogni giorno che nel nostro DNA non scorrono solo lavoro e fatica, ma anche arte, visione e talento. Cento può vantare molte eccellenze che spesso riscopriamo strada facendo, rendendoci conto di quanto questo territorio sappia avere anche un respiro internazionale, grazie ai suoi artisti secolari, orgoglio culturale per tutti.
Amiamo Cento per il suo Carnevale. Perché non siamo mai davvero consapevoli delle sue dimensioni, delle sue qualità e del suo potenziale finché non arriva febbraio. Poi accendiamo la televisione e scopriamo che Cento, per qualche giorno, torna protagonista sui TG nazionali, in competizione con carnevali ben più grandi. E lì capiamo che quello che abbiamo sotto casa è molto più importante di quanto immaginiamo. Il Carnevale di Cento è identità, creatività, lavoro e orgoglio collettivo.
Amiamo Cento per le sue frazioni. Tante, diverse, ognuna con la propria unicità, la propria sagra, la propria voglia di essere una piccola repubblica indipendente. Campanilismi sani, rivalità bonarie, identità fortissime che, tutte insieme, costruiscono la muscolatura vera di un Comune che diventa così un posto davvero bello in cui vivere.
Amiamo Cento per il suo modo di fare politica. Strano, unico, spesso incomprensibile anche ai parlamentari più navigati, che arrivano, fanno previsioni e puntualmente sbagliano tutto. Perché solo un centese può capire davvero la politica locale, fatta di personaggi improbabili, a volte improvvisati, sempre polemici, ma capaci di tenere vivo il dibattito. Versione locale degli umarell, incapaci di usare correttamente i social, fanno parte del nostro paesaggio umano. Perché i centesi sono un po’ spaccaballe, sì, ma solo perché ci tengono da morire. Accettiamo consigli, ma non imposizioni. Soprattutto se arrivano da Ferrara.
Amiamo Cento per le sue aziende, grandi e piccole. È vero, molte grandi industrie del passato non ci sono più, ma ne restano di solidissime, capaci di dare ancora un respiro internazionale al territorio. E poi ci sono loro, i veri pilastri: i mille artigiani che tengono in piedi l’economia non solo locale, ma di tutto l’Alto Ferrarese. Qui si lavora, si produce, si fa. Tanto che perfino da Ferrara si viene a lavorare a Cento.
Amiamo Cento anche per i suoi commercianti, che ogni giorno tengono alzate le serrande e resistono alla grande distribuzione e ad Amazon. Una resistenza testarda, silenziosa, profondamente centese.
Amiamo Cento per lo sport, per tutti gli sport. Dal basket al calcio, dal tennis al golf: qualunque disciplina tu cerchi, qui la trovi. E poi c’è quell’orgoglio difficile da spiegare a chi non è di qui: l’unica squadra di Serie A di tutto il ferrarese è la Benedetto XIV, che ogni domenica regala emozioni non solo ai tifosi, ma a un’intera comunità che si riconosce in quei colori.
Amiamo Cento per la cultura e per l’associazionismo. Centinaia e centinaia di associazioni culturali, sportive, sociali e di volontariato. Tante Pro Loco, tanti volontari, tante persone che dedicano tempo ed energie agli altri. Tutto questo non è un contorno: è DNA puro. È ciò che tiene insieme la comunità anche quando le cose si fanno difficili.
Amiamo Cento per la sua capacità di resistere. Terremoto, Covid e tante altre sfortune. Ogni volta è caduta, ogni volta si è rialzata, ricostruita, reinventata. Cento sta cambiando, è vero, ma il suo DNA resta. Ed è proprio quello che amiamo: il DNA dei centesi, vecchi, nuovi, importati e non.
Amiamo Cento anche perché si chiama Cento. Non per un numero, ma per un’idea. Perché ogni realtà che la compone, ogni persona, ogni associazione, ogni azienda, ogni storia umana è un piccolo universo di unicità e di potenzialità sorprendenti. Cento non è mai una cosa sola: è la somma di mille sfumature, di caratteri diversi, di energie che convivono, si scontrano e poi trovano sempre un modo per stare insieme.
I motivi per amare Cento sarebbero milioni.
Questi sono solo alcuni.
Buon San Valentino, Cento. ❤️