Scuola e ridimensionamento: il Consiglio comunale accende lo scontro politico

Quando il Consiglio comunale affronta il tema della scuola, il rischio che il confronto si trasformi in scontro è sempre dietro l’angolo. Quello che è successo ieri sera in aula lo dimostra chiaramente. Il dibattito sul dimensionamento scolastico non solo ha acceso una discussione molto tesa, ma ha prodotto, immediatamente dopo la seduta, due comunicati politici che raccontano la stessa vicenda da prospettive completamente opposte.

Da una parte i gruppi consiliari di PD, Attiva e CentoSicura, dall’altra Fratelli d’Italia e Francesca Calderone. Due prese di posizione arrivate a caldo, nel giro di poche ore, che certificano quanto il tema sia diventato ormai terreno di scontro politico più che di confronto tecnico.
A far scattare la scintilla, l’ordine del giorno presentato da Beatrice Cremonini, che ha generato una discussione molto accesa in Consiglio comunale e lasciato aperti anche alcuni interrogativi sulle reali motivazioni politiche dell’atto. Una discussione che, al di là delle posizioni espresse, ha contribuito ad alimentare confusione e tensione su un tema delicato come quello degli istituti comprensivi.
Di seguito riportiamo integralmente i due comunicati diffusi subito dopo il Consiglio comunale di ieri sera, per permettere ai lettori di farsi un’idea completa e diretta delle posizioni in campo.


Il comunicato dei gruppi consiliari PD, Attiva e CentoSicura
I gruppi consiliari di PD, Attiva e CentoSicura rimarcano con forza la propria contrarietà all’attuazione del dimensionamento scolastico secondo i parametri del Decreto Ministeriale. Una posizione già nota da tempo, ulteriormente confermata nel Consiglio comunale di ieri sera, durante il quale abbiamo votato favorevolmente l’ordine del giorno presentato da Avanti Cento e sottoscritto da Orgoglio Centese (con l’astensione di FdI e l’assenza dei restanti gruppi) contro il dimensionamento voluto dal governo.
Non siamo in assoluto contrari a processi di efficientamento o riorganizzazione; tuttavia, laddove i criteri richiesti dal Decreto Ministeriale risultano già soddisfatti in Emilia-Romagna, ci chiediamo perché venga imposto un dimensionamento.
Riteniamo che, una volta rispettati i criteri della legge nazionale, debba essere salvaguardata l’autonomia scolastica delle Regioni, affinché possano decidere l’organizzazione più adeguata delle proprie scuole, senza imposizioni dettate da meri criteri matematici.
Considerata la delicatezza e la complessità del tema scolastico, pur esprimendo una posizione chiara e netta, si è sempre scelto di evitare scontri politici, per rimanere focalizzati sull’unico vero obiettivo: il benessere degli studenti, dei docenti e di tutti i professionisti che, con fatica e passione, contribuiscono al funzionamento del nostro sistema formativo.
Dispiace dover rispondere agli attacchi che Fratelli d’Italia rivolge al sindaco. Oltre a essere inutili e completamente fuori tema rispetto all’obiettivo da perseguire — il bene delle scuole del nostro territorio — risultano anche del tutto infondati. Dal 2023, numerosi atti formali dimostrano la posizione contraria del sindaco Accorsi a qualsiasi forma di riorganizzazione scolastica. Tutto il resto sono semplici chiacchiere da bar.
La scuola non è un numero da riequilibrare: è una comunità educativa che va tutelata e valorizzata.

 

Il comunicato di Fratelli d’Italia e Francesca Calderone

“Parlare oggi di ‘tagli’ o di ‘attacco alla scuola pubblica’ è fuorviante: il dimensionamento non chiude plessi, non riduce servizi e non penalizza studenti e famiglie, ma riguarda esclusivamente l’organizzazione amministrativa delle autonomie scolastiche, necessaria a garantire sostenibilità al sistema e l’accesso alle risorse europee.
Il commissariamento dell’Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico non è un atto punitivo né una scelta ideologica del Governo, ma la conseguenza diretta del mancato rispetto di una riforma prevista dal PNRR, approvata nelle sedi istituzionali anche dal Partito Democratico e avallata, all’epoca, dalle stesse forze sindacali che oggi protestano.
Il dimensionamento della rete scolastica è una condizione vincolante per l’accesso alle risorse europee, con criteri e scadenze precise, più volte prorogate. La Regione Emilia-Romagna, guidata dal PD, ha scelto di non adempiere, arrivando fuori tempo massimo e determinando l’intervento sostitutivo dello Stato.
Fratelli d’Italia chiede alle Organizzazioni Sindacali di smettere di strumentalizzare un tema delicato come la scuola e di non creare confusione tra i genitori. E chiede al Sindaco di assumere una posizione chiara e coerente: se davvero vuole tutelare le famiglie, intervenga contro ogni forma di disinformazione, non solo quando conviene politicamente al Partito Democratico.
Nei giorni scorsi ha attaccato duramente la stampa locale per aver riportato notizie sul ridimensionamento di un istituto scolastico cittadino, accusandola di creare allarmismi.
Oggi, però, sullo stesso tema, il Sindaco sceglie il silenzio di fronte alle lettere che le Organizzazioni Sindacali stanno diffondendo tra i genitori, alimentando preoccupazioni e confusione senza spiegare correttamente come stanno le cose.”

Il quadro che emerge è quello di una frattura politica evidente, con letture opposte dello stesso percorso normativo e amministrativo. Un confronto che, però, rischia di lasciare sullo sfondo il punto centrale: cosa significa davvero, oggi, parlare di dimensionamento scolastico per Cento e per i suoi istituti comprensivi. Domani entreremo più nel dettaglio di quanto accaduto in Consiglio comunale, spiegando passo dopo passo perché si è arrivati a questo livello di tensione e come l’ordine del giorno presentato abbia contribuito a generare il caos che oggi ruota attorno al tema della scuola. Perché prima delle bandiere politiche, sarebbe utile riportare il dibattito sui fatti.