27 Gen Le tre nuove anime della Lega Nord
La fase che sta attraversando la Lega non nasce oggi. È il risultato di una serie di passaggi, scelte e fratture che nel Centese e nell’Alto Ferrarese affondano le radici negli ultimi anni e che oggi emergono con maggiore evidenza, complice un quadro nazionale sempre più instabile.
A Cento, uno spartiacque chiaro è rappresentato dalle ultime elezioni amministrative. In quella fase la Lega decise l’espulsione di due figure storiche come Elisabetta Giberti e Marco Petazzoni, protagonisti di un lungo percorso politico sul territorio. Da quella rottura nacque Orgoglio Centese, che negli anni ha raccolto una parte significativa del malcontento interno alla Lega locale, diventando di fatto il contenitore di chi non si riconosceva più nelle scelte del partito.
Petazzoni, come noto, ha poi scelto di entrare in Fratelli d’Italia, mentre Giberti è rimasta alla guida di Orgoglio Centese, mantenendo una posizione autonoma ma fortemente radicata nel territorio. Nel frattempo, la Lega centese passava sotto la reggenza di Alex Melloni e Luca Cardi, chiamati a ricostruire una struttura politica indebolita da divisioni interne e perdita di consenso.
Ma le difficoltà non riguardano solo Cento. Nel Ferrarese, e in particolare nell’area di Comacchio, si sono registrate nuove espulsioni e tensioni che hanno portato a un cambio di assetto provinciale. Oggi il reggente provinciale della Lega è Nicola Lodi, figura storica del centrodestra ferrarese, che ha confermato una linea di fedeltà all’attuale segreteria nazionale guidata da Matteo Salvini.
Ad oggi, però, lo scenario si è ulteriormente complicato. Da un lato è nato Patto per il Nord, nuovo soggetto politico che intercetta gli scontenti della Lega salviniana, recuperando temi identitari e territoriali che storicamente erano il cuore del leghismo originario. Nel Ferrarese Patto per il Nord può contare su figure di peso come Maura Tommasi, con un lungo curriculum amministrativo, e guarda con interesse anche a realtà locali come Orgoglio Centese e alla figura di Elisabetta Giberti, che potrebbe diventare un riferimento nel Centese.
Dall’altro lato si è aperto un ulteriore fronte con l’ipotesi di una scissione nazionale legata a Roberto Vannacci, pronto a dare vita a un nuovo soggetto politico. Una prospettiva che rischia di frammentare ulteriormente l’area leghista. Non è un dettaglio secondario il fatto che proprio Melloni e Cardi, poche settimane fa, avessero manifestato vicinanza al cosiddetto “team Vannacci” all’interno della Lega. Oggi, con una possibile separazione ormai esplicita, saranno chiamati a una scelta politica non banale.
Il quadro che ne emerge è quello di una Lega con almeno tre anime distinte: quella ufficiale, fedele a Salvini; quella potenziale legata al progetto Vannacci; e quella che guarda a Patto per il Nord come tentativo di ricostruire un’identità territoriale più marcata. Una frammentazione che nel Centese e nell’Alto Ferrarese non è solo teorica, ma si traduce in nomi, storie personali e percorsi politici concreti.
Resta da capire quale direzione prenderanno i protagonisti locali e se queste divisioni porteranno a nuove ricomposizioni o a ulteriori rotture. Di certo, una cosa appare evidente: il mondo che ruotava attorno alla Lega Nord di qualche anno fa non esiste più, e il Nord – anche quello ferrarese – sta cercando nuove forme di rappresentanza politica.