26 Gen Giornata della memoria
“In occasione del Giorno della Memoria 2026, gli Istituti Comprensivi di Cento hanno accolto la proposta del Comune di Cento, promossa dalla consigliera delegata ai servizi bibliotecari Paola Bergamini, di partecipare a un incontro di lettura davvero speciale.
Le classi che hanno aderito all’iniziativa hanno ospitato la presentazione dell’albo illustrato “Se nun era pe’ Francesco – Storia del bambino salvato dal lattaio nel ghetto di Roma” (La Carmelina ed., prefazione di Emanuele Fiano), alla presenza dell’autrice Vanessa Rossetti.
Le letture sono state curate da Teresa Fregola, accompagnate dalla proiezione delle immagini dell’albo opera dell’illustratrice Sofia Capatti e intercalate da interventi musicali di Nicola Canale.
Sulla copertina del libro compare anche il nome di Gabriele Sonnino, indicato come coautore: oggi ha 86 anni, ma all’epoca dei fatti narrati era un bambino di soli quattro anni, protagonista diretto della vicenda.
La storia è ambientata a Roma nel 1943, nel Ghetto, durante i giorni più bui dell’occupazione nazista, quando una feroce caccia all’uomo portò alla deportazione di centinaia di ebrei, dei quali solo pochi fecero ritorno. Il piccolo Gabriele e la sorella, poco più grande di lui, riescono a uscire dal rifugio segreto della loro famiglia, ma vengono immediatamente catturati da un soldato nazista. Il loro destino sembra ormai segnato, ma alla scena assiste Francesco, un lattaio non ebreo del quartiere, che compie una scelta tanto improvvisa quanto rischiosa: si precipita verso i bambini fingendo che siano suoi figli e riesce così a sottrarli alla deportazione. Grazie al suo coraggio, Gabriele e la sorella sfuggono a un destino di morte che invece colpì molti altri bambini del Ghetto di Roma.
A distanza di molti anni, Gabriele Sonnino ha deciso di raccontare la propria storia di bambino salvato. La testimonianza è stata raccolta e trascritta da Vanessa Rossetti in questo libro intenso e accessibile, che pone al centro il valore della non indifferenza e della responsabilità individuale di fronte al male.
Particolarmente toccanti sono stati i collegamenti telefonici con Gabriele Sonnino, che ha risposto con grande disponibilità e lucidità alle domande e alle curiosità degli studenti, regalando loro un momento di profonda emozione e riflessione.”