12 Gen Disconnessi e Vincenti: la rivoluzione delle Domeniche Detox
Diario di bordo tra scatole di cartone, regole impossibili e quella magia analogica che accoglie tutti, senza distinzione di età.
Basta un tavolo, una scatola colorata e la voglia di mettersi in gioco. Mentre il mondo corre veloce sui social, c’è chi sceglie di rallentare, sedersi uno di fronte all’altro e sfidarsi a colpi di strategia, bluff e risate. Che si tratti di gestire imperi economici o di collaborare per salvare il pianeta, i giochi di società sono tornati a essere il centro del pomeriggio: un modo analogico, autentico e irresistibile per stare insieme e riscoprire il piacere della sfida faccia a faccia, come è capitato oggi presso la Casa Comunale a Renazzo, con la bella iniziativa “Fuori dagli schermi”, organizzata da Board Valley in collaborazione con Gli Amici del Museo, all’interno delle Domeniche Detox, progetto sociale promosso dalla Regione Emilia Romagna.
La cosa che colpisce non è solo la concentrazione, ma la capacità di questi giochi di abbattere barriere che nella vita quotidiana sembrano insormontabili. Mentre ero lì, ho assistito a una scena che è il cuore pulsante di questo movimento: una ragazzina è arrivata da sola, con quel mix di timidezza e curiosità di chi si affaccia in un mondo nuovo. In cinque minuti, senza bisogno di presentazioni formali o richieste di amicizia su Instagram, era seduta al tavolo a giocare con ragazzi molto più grandi di lei.
In questo microcosmo, non conta quanti anni hai o cosa fai nella vita; conta solo se hai intenzione di tradire l’alleanza al prossimo turno o se hai abbastanza risorse per costruire la tua città. Il gioco diventa un acceleratore sociale: si ride, si scherza e ci si conosce davvero, senza filtri o schermi di mezzo.
Ed è qui che devo confessare il mio shock culturale. Io, cresciuto a pane e Monopoli, convinto che il massimo della strategia fosse comprare Parco della Vittoria o sperare di non finire in prigione senza passare dal via, mi sono trovato davanti a un universo parallelo.
Ai miei tempi, le regole stavano scritte sul retro del coperchio e si leggevano in trenta secondi netti. Oggi? Oggi entri in una partita e ti trovi davanti a manuali d’istruzioni che somigliano pericolosamente a tesi di laurea in economia applicata. Ma non bisogna perdersi d’animo o spaventarsi: come recitava un famoso spot televisivo “giocando si impara”.
Mentre cercavo disperatamente di capire perché non si potesse semplicemente tirare un dado e sperare nella fortuna, ho capito che la bellezza sta proprio lì. Questi “nuovi” giochi sono mondi complessi, stratificati, che richiedono un impegno mentale che ti scollega totalmente dalla realtà. Non puoi pensare alle mail di lavoro se devi gestire la logistica di una colonia su Marte.