11 Gen La replica dell’assessore Bidoli alle critiche sugli investimenti culturali e comunicazione
Nel dibattito politico locale, soprattutto quando si parla di cultura, il rischio è sempre lo stesso: ridurre tutto a una questione di numeri, costi e rendiconti, perdendo di vista il senso più ampio delle scelte che un’amministrazione compie. È in questo contesto che arriva la replica dell’Silvia Bidoli all’articolo del Alessandro Guaraldi sugli investimenti per la comunicazione della Civica Pinacoteca il Guercino, una risposta che non si limita a difendere una determina, ma rivendica una visione precisa del ruolo dei luoghi culturali.
«Lascia a dir poco perplessi il ragionamento espresso dal Consigliere Alessandro Guaraldi (Fratelli d’Italia) sugli investimenti fatti per implementare la comunicazione della Civica Pinacoteca il Guercino, che pare non avere la minima consapevolezza di come si gestisca un contenitore culturale.
Investire in comunicazione e promozione è essenziale per la vita di un museo che deve rendersi appetibile e competitivo in un panorama estremamente vasto, peraltro dopo un lungo periodo di inattività forzata dovuto al sisma del 2012. Bisogna inoltre partire dal presupposto che la gestione di un qualsiasi museo ha costi elevati e complessi, che difficilmente vengono coperti solo ed esclusivamente dagli introiti della biglietteria: seguendo dunque la logica del Consigliere, che tratta il museo come un’azienda, tanto varrebbe chiudere. Chiudere ciò che negli ultimi due anni sta piano piano portando Cento ad essere una destinazione culturale d’eccellenza e una meta turisticamente attrattiva, grazie anche al complesso calendario annuale di iniziative che via via si sta sempre di più consolidando.
Per entrare poi nel merito della determina, dico che l’investimento di questi famosi 9.152 euro comprendono, come riportato nel preventivo della professionista che è in mano al Consigliere, il periodo di attività da ottobre 2025 a ottobre 2026 e la consegna dei materiali entro il 31/12/2025. Il che significa che è stato chiesto sicuramente uno sforzo iniziale di progettazione del PED, nonché la produzione di nuovi materiali grafici e fotografici, sfruttando anche il periodo natalizio ricco di iniziative, ma che poi il lavoro si consoliderà nel corso del 2026. Aggiungo inoltre che il 2025 è stato un anno di passaggio tra professionisti diversi, che hanno sfruttato il poco tempo a disposizione per consolidare ciò che era stato fatto e impostare al meglio la futura programmazione elaborando metodologie e prassi che saranno utilizzate nel 2026. Motivo per il quale, non abbiamo potuto fornire i dati 2025 al Consigliere alla data della richiesta, poiché l’anno era ancora in corso.
Concludo quindi difendendo fermamente la linea scelta da questa Amministrazione di investire in comunicazione perché crediamo nel valore del nostro patrimonio e in particolare della nostra Pinacoteca, come luogo vivo, inclusivo e in costante sviluppo.»
Al di là dello scontro politico, la questione che resta sul tavolo è più ampia e riguarda il modo in cui si continua a parlare di cultura a livello locale. Trattare un museo come un’azienda può sembrare rassicurante sul piano dei conti, ma rischia di svuotare di senso ciò che un luogo culturale rappresenta per una comunità. La comunicazione, in questo quadro, non è un orpello: è lo strumento attraverso cui un patrimonio torna a essere vissuto, conosciuto e riconosciuto. E senza questo passaggio, anche il museo più prezioso rischia di restare solo una bella scatola chiusa. Allo stesso tempo la gestione dei costi deve essere sempre monitorata e confrontata con le reali possibilità di un comune; per questo anche in questo caso prima di esprimersi bisogna prendersi del tempo e ragionare bene.

Guercino Madonna col Bambino benedicente, 1629, olio su tela, 136 x 104 cm., Cento Pinacoteca Civica