Il futuro dello sport centese

Quando si parla di impianti sportivi a Cento, di solito, si finisce sempre nello stesso vicolo cieco: strutture vecchie, spazi insufficienti, soluzioni tampone. Per anni il tema è rimasto lì, sospeso tra la necessità di intervenire e la difficoltà di farlo davvero. Stavolta, però, la notizia è diversa, perché non riguarda un lavoro imminente, ma qualcosa che spesso manca alla politica locale: la progettazione.

Nei giorni scorsi il vicesindaco e assessore allo sport Vito Salatiello ha annunciato che il Comune ha affidato a uno studio di progettazione e a uno studio di geologia un incarico per realizzare un progetto di fattibilità di una nuova area sportiva, che comprenda una nuova piscina e un nuovo circolo del tennis. «Ogni piccolo o grande risultato parte da una buona idea. E ogni buona idea, per diventare un grande risultato, ha bisogno di uno studio approfondito», ha spiegato. Tradotto: prima si pensa, poi – forse – si costruisce.

È un passaggio tutt’altro che scontato, soprattutto se si guarda a quello che è successo negli ultimi anni. Prima è arrivato il campo in sintetico, che ha risolto uno dei problemi storici del calcio centese, ovvero la mancanza di campi di allenamento, dando finalmente una risposta concreta alla Centese Calcio. Poi il relamping degli impianti sportivi. Ora questo nuovo tassello. Messaggi diversi, ma tutti coerenti: sugli impianti sportivi l’amministrazione sta investendo risorse e attenzione.

Il nodo principale resta la piscina. Quella di Cento è una piscina storica, molto utilizzata, con numeri importanti e una funzione che va ben oltre lo sport: corsi, riabilitazione, attività sociosanitaria, utenti che arrivano anche dai comuni vicini. Proprio per questo è anche una struttura fragile. Negli anni ha richiesto manutenzioni frequenti e, prima o poi, avrebbe dovuto affrontare un restyling pesante, con il rischio concreto di una chiusura prolungata. L’idea di una nuova piscina nasce anche da qui: anticipare un problema invece di subirlo.

Stesso discorso per il tennis. I campi attuali, per posizione e dimensioni, sono sempre stati un rebus difficile da risolvere. Pochi spazi, necessità di interventi continui, difficoltà a sostenere una crescita vera, sia per chi si avvicina a questo sport sia per chi vorrebbe costruire un percorso agonistico serio. Anche qui, rattoppare non basta più.

Va detto chiaramente: non stiamo parlando di un’opera che vedremo domani mattina. Salatiello lo dice senza giri di parole: siamo nella fase della progettazione, dell’individuazione dell’area più strategica, del confronto con sportivi, cittadini e gestori. Un percorso lungo, che guarda volutamente oltre il mandato amministrativo. «Progetti seri e di visione devono travalicare colori e divisioni», è il concetto che ritorna.

Ma se un giorno questo progetto dovesse davvero prendere forma, l’effetto sarebbe tutt’altro che marginale. Cento si ritroverebbe con un sistema sportivo di livello: nuovi campi, una nuova piscina, un tennis finalmente adeguato, il palazzetto che ospita la Benedetto XIV, realtà di Serie A, il Velodromo di Cento e una rete di impianti capace di rendere la città un’eccellenza sportiva sul territorio.

Per ora siamo ancora sulla carta. Ma, ogni tanto, anche fermarsi a progettare bene è già una notizia. E, di questi tempi, non è affatto poco.